La culpa in vigilando è il reato proveniente dalla mancata o insufficiente vigilanza dei minori da parte di un tutore, rappresenta una delle principali responsabilità giuridiche attribuite agli insegnanti per eventuali danni provocati dagli studenti durante l’orario scolastico, il momento in cui gli alunni sono sotto la supervisione dei docenti.
La culpa in vigilando è una forma di colpa presunta: si ritiene cioè che l’insegnante non abbia sufficientemente adempiuto al proprio dovere di sorveglianza, qualora uno studente arrechi danno a se stesso o a terzi.
Per evitare di essere ritenuto responsabile, il docente deve fornire la cosiddetta prova liberatoria, dimostrando che ha adottato tutte le misure necessarie per prevenire comportamenti rischiosi e che l’evento dannoso è stato del tutto imprevedibile e inevitabile.
I docenti, anche se assegnati ad una o più specifiche classi/gruppi classe, durante le ricreazioni (pausa del mattino e intermensa in cortile in caso di bel tempo) hanno l’obbligo di vigilanza su tutti gli alunni secondo le postazioni stabilite e concordate con le fiduciarie di plesso. Le classi o gruppi classe affidati in orario sono vincolanti solo per il percorso classe/cortile/mensa e ritorno e durante la sorveglianza all’interno dei locali della mensa.
In caso di brutto tempo le sorveglianze si svolgeranno come stabilito nei piani sorveglianza concordati ad inizio anno scolastico.
Paola Martinelli